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Perù – Denutrizione Infantile

domenica, dicembre 12, 2010

In Perù più del 24% dei bambini minori di 3 anni soffre di denutrizione cronica. Queste cifre aumentano considerevolmente nelle aree periferiche e nelle zone rurali del Paese. Secondo recenti indagini, la denutrizione cronica è ritenuta responsabile del 50% delle morti nei minori di 5 anni in Perù. La sua associazione con alti tassi di mortalità per polmonite e diarrea si spiega con le gravi alterazioni causate al sistema immunitario del bambino.

Bambine denutrite a Villa el Salvador-Lima-2004 La denutrizione cronica è un processo patologico che si instaura progressivamente nel bambino senza manifestazioni cliniche evidenti entro i primi tre anni di vita.

La sua individuazione precoce si basa principalmente su indicatori antropometrici, specialmente sulla relazione età-altezza. La denutrizione inizia dai sei mesi di vita e si aggrava fino ai 36 mesi. Dopo i due anni è praticamente impossibile che i bambini colpiti da ritardo dello sviluppo possano recuperare il potenziale iniziale di crescita, con importanti ripercussioni anche sulle capacità intellettive. Questa situazione comporterà significative limitazioni nella vita attiva e produttiva in età adulta ed aumenterà i rischi di malattie croniche come patologie cardiovascolari e diabete.

Personale di Kusi Warma mostra i dati relativi alla denutrizione infantile - Lima 2009

Le cause che conducono ad un quadro di tale gravità sono molteplici:

  • La difficile situazione economica di gran parte delle famiglie e la limitata disponibilità di posti di lavoro, unitamente ad abitudini alimentari inadeguate.

  • La scarsa conoscenza dei valori nutrizionali dei vari alimenti e di cause e consequenze della denutrizione infantile.

  • Il basso livello d’istruzione che impedisce lo sviluppo di capacità e conoscenze che permettano un miglioramento della qualità di vita.

  • Le politiche sociali ed educative insufficienti che contribuiscono a creare una mentalità assistenzialista nella popolazione.

  • La scarsa conoscenza dei propri diritti in merito ad un’alimentazione adeguata e l’insufficiente capacità di esigere che questi vengano rispettati.

 



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