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Perù – La condizione femminile

domenica, dicembre 12, 2010

In base ai dati dell’Instituto Nacional de Estadística y Informática – INEI dello Stato Peruviano, più del 50% della popolazione peruviana è costituito da donne. 

Operatrici Sanitarie a Carabayllo-Lima 2009 Più della metà di questa percentuale è rappresentato da donne in età fertile (cioè tra i 15 e i 49 anni di età), tra queste più del 13% delle adolescenti sono già madri.

Più del 20% delle donne comprese tra i 6 e i 16 anni e quasi il 15% di quelle in età fertile si trovano in condizioni di grave povertà.

Campesina nel canyon del Colca-Arequipa 2006 La difficoltà di accesso all’istruzione delle donne peruviane, soprattutto nelle zone più povere del paese, fa sì che il tasso di analfabetismo femminile sia particolarmente elevato.

Sempre in base ai dati INEI il tasso di analfabetismo nazionale è superiore al 12%. Se evidenziamo però le diverse percentuali in base al sesso, troviamo un valore di analfabetismo del 6% per gli uomini a fronte di uno maggiore del 18% per le donne. Queste percentuali aumentano nettamente nelle aree più povere del paese (le zone andine di Huancavelica, Ayacucho e Apurímac), mentre si riducono nelle principali città costiere (Lima, Tumbes, Ica e Tacna).

Una bambina presso la sua abitazione a San Miguel - Lima 2011 La netta differenza tra i dati femminili e quelli maschili dipende principalmente dal fatto che le risorse economiche delle famiglie sono destinate all’istruzione dei figli maschi, mentre le figlie sono considerate (e non solo riguardo l’istruzione) di secondaria importanza.

 

Lavandaie a Pachacutec-Lima 2006 Percentuali differenti tra uomini e donne si riscontrano anche nell’accesso al lavoro. Le possibilità di impiego sono maggiori per un uomo, mentre per le donne l’occupazione principale dovrebbe essere quella dei lavori domestici, la cura dei figli, il lavoro nei campi. Ciò non toglie che in una situazione di grave disoccupazione o sottoccupazione nella quale si trova il Perù, molte donne oltre a doversi occupare in casa di tutti i lavori che la tradizione riserva loro, siano costrette a lavorare fuori casa in impieghi occasionali, spesso giudicati inadatti alla dignità machista dell’uomo peruviano.

La proprietaria di un piccolo negozio a Ica-2009 Questo spesso comporta che, mentre l’uomo distrae con l’alcool la sua difficoltà a trovare un lavoro adatto, la donna diventa l’unica a portare un salario in famiglia, ribaltando il ruolo del capofamiglia tradizionale e generando frequentemente la violenza frustrata di un uomo messo in “secondo piano”. Una violenza accentuata dalle difficoltà economiche e sociali di larghi strati della popolazione peruviana e che trova come vittime elettive donne e bambini.

Una infermiera in un ambulatorio cittadino - Lima 2004 L’Istituto di Medicina Legale peruviano, nel solo 2004 ha riscontrato quasi 79mila casi di violenza familiare (più di 200 casi di violenza al giorno, circa 9 casi all’ora). Secondo i dati forniti dall’Encuesta Demográfica y de Salud Familiar (ENDES) il 41% delle donne è stata maltrattata, picchiata o aggredita fisicamente dal proprio marito o compagno. La maggioranza di queste episodicamente ma un considerevole 16% abitualmente. Tra queste ultime, la maggioranza è costituita da donne in età compresa tra i 45 e i 49 anni, senza istruzione, separate, vedove o divorziate e residenti nei dipartimenti andini (Cusco e Huanuco).

Durante una manifestazione sindacale-Cusco 2009 La violenza sessuale è una delle forme di violenza più drammatiche contro donne, bambine o bambini. Secondo i dati forniti dai Centros de Emergencia Mujer (CEM) solo tra gennaio e settembre 2004 sono stati registrati circa 20mila casi di violenza sessuale contro le donne. A partire da questi dati ufficiali, e senza contare le migliaia di donne che non denunciano il loro stupro, si possono calcolare 54 aggressioni sessuali al giorno. Ciò significa che in Perù vengono violentate due donne ogni ora.



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